Traduzione | Per la musica di Léon-Paul Fargue

A Francis Jourdain

Sogni

Un bambino
Intorno alle biglie…
Una voce spenta
Di alti dintorni…

Gli occhi pesanti
Di chi ti ama
Riflettendo e passando
Tra gli alberi…

Al grande organo
Di quale stazione
Rendere grande l’onda
Da vecchie partenze…

In un vecchio sogno
Verso le terre lontane
Di cose coraggiose
Si rompono i saggi.

Arbori

Sacche di vetro colorato illuminano il silenzio
Sui pergolati agli occhi verdi dove sorride Marie…
Passato sotto l’arco verde…

Un braccio di dondolo incensa il silenzio
Con un’estremità di veste che guarda e che canta!
Quelli di cui si parla sono causa di vecchie domeniche
In onore del passato.

Il bagliore delle sue mani riflette il silenzio
Che striscia
Sulla radice, all’esterno, ciclisti che fanno
Un rumore di libellula – che punta e che piega…

Sotto l’arco verde che impallidisce, lei sorride…

Il mio cuore sbatte la porta
Nel buio…
Mi piace molto il detto orribile…
Passa nel mio bicchiere,
come le ali chiare,
I suoi gesti, il suo sorriso…

Organo alla finestra

Chi ha saputo ricamare il tuo cuore, alla finestra
Da tempo, contro il suo cœur, non vedrai più…

… Un bambino gioca e piange
Nell’angolo caldo e biondo
Dove il sole ha descritto
Le cose che esistono…

L’organo mostra il suo reclamo dove danza un cuore che brucia
Come su ugelli d’acqua che sparano
mirato un sacco di uova…

Questo valzer deve piacere all’arciduca Rodolphe…
Gli occhiali erano aperti all’ombra del loro incrocio…

Un gesto di frenata si accende
Il grumo agli occhi si chiude,
Un rossore affiora alle passeggiate della notte…

Su quella Sable d’Olonne o in quel Dieulouard
Ho trovato l’oblio del suo viso pallido…

Alle terre

Un nome: Cromac, ci fa parlare
In un golfo oscuro… Oh, la scomparsa dell’amore,
sii meno triste di avere lacrime
Per altri nomi, per altri giorni

O tu eri come un cieco,
che guardano l’ombra rossa
e gioca con le mani graffiate
Sulla vecchia panchina della sua infanzia…

Come il cieco, quando considera
E brontola, e che il suo cuore ringhia
Contro la bellezza del corpo tiepido
Che lo guarda, tutto di lacrime…

Cromac. La casa sotto i rami,
dove la finestra con gli occhi fioriti
Muove le sue lunghe mani bianche,
dolcemente, senza rumore, sul suo cuore…

Interni

Tele, cose secche durante i raggi del sole…
Il vecchio fucile fissa
al muro chiaro…
Sogno di tono grigio. Tutto è come il tempo passato. Ascolta…
L’alto camino
Fa cancellare il suo antico lamento e il suo odore
E coppa la sua spina dorsale di vecchio uccello nero…
Ha ancora davanti le sue immagini di anima crudele
E i suoi vasi di lotteria a primo nome d’oro…
E il click recluso nell’ombra della scatola
Hogweed il suo cuore con una dolcezza oscura…

Uguale alle facce bionde degli spettatori
I piatti si piegano a balconi di vecchi comò
Dove sbocciano le linee di frutta che fanno catena
Nel loro vicolo d’ombra color melanzana…
Apro un cassetto dove vedo noci vuote,
e l’ombra delle mie mani che scivolano sulle cose…
E ci sono colori vivi, freddi…
E ci sono odori di sicure intimità…
Questo odora la scatola, e il pepe di vecchie partenze,
e il libro di classe, e la cappella scomparsa….

Una finestra stretta spinge le vespe
che si avvicinano al lucernario blu…
Un grosso gatto passa dolcemente come se sussurrasse,
E tu sollevi uno sguardo dove guardi il saggio ennui
Dal sole nel fiocco a lente verde oro…

Sarebbe calma. Tutto è lì come il tempo passato. Ascolta…

In vacanza

Il bel ramo rotondo della via
porta alla chiesa del villaggio,
dove Camélia tira le mani
Vecchiezza e freddezza dell’armonium
Per la messa di domani…

Lo ascolto cantare
Di qui, dove ero,
Come me ne andrò dal castagneto
Per la strada coperta dove si piantano le aringhe
Che inseguono il rumore del mulino a vento…

Era così bello, questo canto della grandine,
come un piacere che si sovrappone al vecchio,
che arrivava lentamente,
Tagliava le sottili grida degli uccelli,
nei profumi e nei rumori,
Finché al verde dell’aia molti orribili insetti che si impuntano
Dove ho dimenticato la mia città, dove ho dimenticato le mie notti

Il signor de Beaufort che è un sognatore
Come me, credo,
Ascolta anche lui, alla sua finestra…,
Lui, domani, domenica, suonerà il corno francese
Fino a mezzogiorno…

Romanza

Certi di amarti,
Marie… Lo sai,
non è vero? Ti ricordi?

Una sera
(Siamo partiti la sera
Arthème ed io), andammo senza rumore, vedi
Sull’abside del cielo estivo, come in chiesa…

C’era luce e si leggeva…

Tenevamo i dessin
Da tre matite, e gli uccelli dall’inchiostro blu
Che facevi…

Ah! Marie, cantavi così bene!
Era il tempo
Dove eri felice alla scuola delle suore,
Dove la Parata tutta fiori pallidi
Cantava nel deserto della domenica…,
Tremando
Ero con te tutto vestito di bianco…
L’organo parlava all’ombra nella chiesa…
Sullo splendore del giorno blu…
Per le ferite di vetro colorato, il richiamo del colpo
Dove si scioglieva un grande bombo d’onice! inseguiva il fuoco
Di candele, a te erano grigie
Dalla luce e dai gatti saggi…

Come l’ora pallida passa

Un giorno, al crepuscolo, passa, prima della pioggia,
lungo i muri di un parco dove sogna la bellezza degli alberi…
Li segue a lungo, il tempo passa
Che le lancette della notte si intrufolano sui vecchi muri…

Ma cosa ti turba mentre passa la pallida ora
Che si accoccola alle mani nere delle grate?
Questo pomeriggio, la calma dopo la pioggia ha qualcosa che
Che fa pensare all’esilio e alla notte
Sente molti rumori
Di foglie dappertutto
Come un fuoco che prende.
Rami che lampeggiano. Il silenzio
Amore
E passa di odori se penetra
che dimenticava che ce n’erano altri
E fecero l’odore come la vita…

Più dopo, un po’ di Sole d’oro
Una foglia, et due, et poi tutte!
Poi, il nuovo uccello che osa il primo
Dopo la pioggia

Canta!
E come un fiore pungente esce dalla lampada spenta
Appare nel mio cuore il dono di un vecchio sogno…

Un raggio di nuovo in agguato sulla cresta del muro,
Scivola verso la mano calma e ci conduce all’ombra…
È la pioggia? È la pioggia?
A distanza, di nessun vecchio e nero
Andando via
Lungo i muri del parco o i vecchi alberi sognano…

Domenica

Sui campi come il mare, l’odore rauco delle erbe,
Un vento di campana sui fiori prima della pioggia,
Di voci chiare di bambini nel parco di pioggia blu

Un sole cupo aperto alle miserie, tutto lì
Vogue sul languore di questo pomeriggio….
L’ora del canto. Deve essere dolce. Quelli che mi amano sono lì…

Sento le parole dei bambini, calme come il mezzogiorno.
La tavola è semplice e felice con le cose
Puro come un silenzio di candele qui…

Il cielo dà la sua triste febbre come un beneficio…
Un grande giorno di paese incanta le finestre…
La gente tiene la lampada è festa e di fiori…

A distanza un organo suona il suo miele…
Oh, voglio dire per te…

Aurbe

Che l’alba prenda un vento nuovo
E che suona ai quattro angoli
Con nostalgia nelle città
Agli incroci specchi decorati
Che attraggono le vecchie vedute
Sottilmente in fondo alle tombe lontane…

Quei topi che guidano senza rumore
Da un albero all’altro, fuori dai loro reticolati
Al ruscello che il tempo ha sbiadito
Attraverso la tua grande ombra.
Quando le cose ti guardano
Lo stesso rapidamente che guardano loro.

Che ha aperto da sé da terribile male
Le corolle dei macellai
Dove gocciola il sangue che giace
E che il cielo si alza a colpi ovattati
Dove un osservatore si muove e fuma
Di un’ombra del naso contro il sole…

Che il meccanico chiude il forno
Dove fermenta la vecchia cenere
E che una donna vigila
Agli occhi del padre e del servo
Su una porta dove il vento si gonfia
Soffiano il loro fumo che canta
E verseggiano il nero di mani lente.

Che l’alba aggroviglia il vento ruvido
Nell’albero dove pettina la luna
E che sogna la spiaggia
Coprire un oribello in basso
Dove gli insetti stranieri tremano
Sensibili come le squame
Su una vecchia nuvola che dorme.

Soffia – per cui si canta
Una canzone bassa, fuori luogo
Dove è domanda alle donne,
Di ritorni blues alla campagna,
Di promesse e di poesie,
— E che il tuo cuore va avanti e piange
Di pianto di antiche lacrime.

Canzone

Il set dei produttori
Per il nostro uso, gli oggetti
Di solito… Gli oggetti amano…

Il rumore del cristallo evoca
Lo stesso a un sonno superficiale
Non ha disturbato, non ha disturbato
Le persone… della loro prosperità…

Fanno nelle quantità
Senza commuoversi per la loro bellezza
E, per soddisfare le vendite,
La nostra sorellina la lampada,
La lampada che vede i nostri abbracci…

La nostra sorellina la lampada
Al giro che vede i nostri abbracci.
Come il passaggio di lontano lei dormiva
Senza rumore, nell’incavo della collina verde…

Ogni giorno era chiusa
sul suo rotolo e si raccoglieva
E taceva come tace un alveare
Un alveare, senza il rumore dell’inverno…

Ma è il momento. Un piccolo
Stella di pioppo e periclite…
Alla tristezza blu di attraversare
La mosca tace il suo rumore…

E la lampada fa la sua luce
Delicata e pallida, colore delle spiagge,
Colore del grano, colore delle sabbie,
Colore delle sabbie del deserto…

In una casa che ignora
Il raggio di pericolo della sera
E aspetta su un pianerottolo
Davanti a una porta segnata.

1898

Elenco delle traduzioni di poesie
(Français, English, Español, Italiano, Deutsch, Nederlands, Svenska)

Jean-Michel Serres Apfel Café Apfelsaft Cinema Music Codici QR Centro Italiano Italia Svizzera 2024.

Traducción | Para la música de Léon-Paul Fargue

A Francis Jourdain

Sueños

Un niño pequeño
Alrededor de las canicas..
Una voz apagada
De altos alrededores..

Los ojos si pesan
De los que te aman
Reflexionando y pasando
Entre los árboles..

En el gran órgano
De qué estación
Haz grande la ola
Por viejas partidas..

En un viejo sueño
A las tierras lejanas
De cosas valientes
Rompen sabios.

Arbores

Lagunas de vidrieras destellan el silencio
En las glorietas a los ojos verdes donde sonríe Marie…
Pasado bajo el arco verde…

Un brazo de columpio inciensa el silencio
¡Con un final de bata que miran et que cantan!
Los que se habla causa por viejos domingos
En honor del pasado.

El brillo de sus manos reflejan el silencio
Que raya
Sobre la raíz, al exterior, ciclistas que hacen
Un ruido de libélula – qué punto et qué pliegue…

Bajo el arco verde que palidece, ella sonríe…

Mi corazón golpea la puerta
En la oscuridad..
Me gusta muy horrible el dicho…
Pasa en mi vaso,
Como las alas claras,
Sus gestos, su sonrisa…

Órgano en la ventana

Aquellos que fue capaz de bordar tu corazón, en la ventana
longtemps, contre leur cœur, vous ne verrez plus…

… Un niño juega y llora
En la esquina caliente y rubia
Donde el sol describió
Las cosas que existen…

El órgano muestra su queja donde danza un corazón arde
Como en boquillas de agua disparando
Montones de huevos apuntados…

Este vals debe complacer al archiduque Rodolphe…
Las gafas se abrieron en la sombra su travesía…

Un gesto de frenado se enciende
El bulto a ojos se cierra,
Un enrojecimiento aflora a los paseos de la noche…

Sobre aquel Sable d’Olonne ou en aquel Dieulouard
Encontré el olvido de su cara pálida…

En tierras

Un nombre: Cromac, nos hace hablar
En un golfe oscuro… Oh muerte de amor,
Sé menos triste de tener lágrima
Por otros nombres, por otros días

O fueras como ciego
Que miran en la sombra roja
Y juega con sus manos arañadas
En el viejo banco de su infancia…

Como ciego, cuando considera
Y refunfuña, y que su corazón gruñe
Contra la belleza del cuerpo tibio
Que lo mira, todo de lágrimas…

Cromac. La casa bajo las ramas,
Donde la ventana con los ojos floridos
Mueve sus largas manos blancas,
Suavemente, sin ruido, sobre su corazón…

Interior

Lienzos, cosas secas durante a rayos de sol…
El viejo rifle mira fijamente
En la pared claro..
Sueño a tono gris. Todo es como tiempo pasado. Escucha…
La alta chimenea
Borra su antigua queja y su olor
Y ahueca su espinazo de viejo pájaro negro…
Tiene aún al frente sus imágenes de alma cruel
Y sus jarrones de lotería a nombre de oro..
Y el click recluso en la sombra et la caja
Hogweed su corazón con una dulzura oscura…

Igual a las caras rond de espectadores
Las placas se inclinan en los balcones de viejo aparador
Donde las líneas de fruta que hace cadena, florecen
En su callejón de sombra color de berenjena..
Abro un cajón donde veo nueces vacías
Y la sombra de mis manos que se deslizan sobre las cosas…
Y hay colores vivos, fríos…
Y hay olores de intimidades seguras…
Esto huele la caja, y la pimienta de viejas partidas,
y el libro de clase, y la capilla desaparecida..

Una ventana apretada empuja avispas
Frapping a la claraboya azul…
Un gato grande pasó suavemente como susurra,
Y usted levanta una mirada donde mira el ennui sabio
Por el sol en el fluke a lente verde dorado..

Estaría tranquilo. Todo está allí como el tiempo pasado. Escucha…

En vacaciones

La bonita rama redonda del camino
Conduce a la iglesia del pueblo,
Donde Camélia tira de las manos
La vejez y la frialdad del armonio
Para la misa de mañana…

Je la escucho cantar
De aquí, donde estaba
Como me iré del castañar
Por el camino cubierto donde planean los argynnes
Que persiguen le ruido del molino de viento…

Hizo tan bien, este canto de granizo,
Como un placer superpuesto al viejo,
Que llegó redondeando lentamente,
Cortó los delgados gritos de los pájaros,
En los perfumes y en los ruidos,
Hasta que en el verde hallow muchos horribles insectos que cosen
Donde olvidé mi ciudad, donde olvidé mis noches

El señor de Beaufort que es un soñador
Como yo, creo,
Escúchalo también, en su ventana,,,
Él, mañana, domingo, tocará la trompa
Hasta el mediodía…

Romance

Seguro que te amamos,
Marie… Tú lo sabes,
¿verdad? ¿Te acuerdas?…

Una noche
(Salimos por la noche
Arthème y yo), fuimos sin ruido ves
En el ábside del cielo de verano, como a la iglesia…

Había luz y se leía…

Guardamos los dessins
Por tres lápices, et los pájaros por tinta azul
Que hacías…

¡Ah! ¡Marie, cantabas tan bien!
Fue en la época
Donde eras feliz en la escuela de las hermanas
Donde el desfile todas las flores pálidas
Cantó dans el desierto del domingo…,
Temblando
Estaba contigo todo de blanco…
El órgano hablaba a la sombra en la iglesia…
En brillo durante el día azul…
Por las heridas fu vidriera, la llamada de golpe
Donde derretir un gran abejorro de ónice! perseguía el fuego
De velas, a ti eran grises
Por la luz y los gatos sabios…

Como pasa la hora pálida

Un día, al atardecer, pasa, antes de la lluvia,
A lo largo de las paredes de un parque donde sueña la belleza árboles ..
Les sigue mucho tiempo, el tiempo pasa
Que las manos de la noche se cuelan en las paredes viejas…

Pero lo que son problemas que a medida que pasa la hora pálida
¿Quién rizos a manos negras de rejas?
Esta tarde, la calma después de la lluvia tiene algo
Que hacen considerar del exilio et a la noche
Oye muchos ruidos
De hojas por todas partes
Como un fuego que toma..
Ramas que destellan. El silencio
Amor
Et pasa de olores si penetra
Que olvidó que había otros
E hicieron el olor igual que la vida…

Más después, pedacito del Sol dorado
¡Una hoja, et dos, et luego todo!
Luego, el nuevo pájaro que se atreve el primero
Después de la lluvia

¡Canta!
Y como una flor punzante sale de la lámpara apagada
Aparece en mi corazón el regalo de un viejo sueño…

Un rayo al acecho de nuevo en la cresta de la pared,
Se desliza a la mano tranquila et nos lleva a la sombra…
¿Es la lluvia? ¿Es la lluvia?
A lo lejos, de no viejo y negro
Alejándose
A lo largo de las paredes del parque o los viejos árboles sueñan…

Domingos

Sobre campos como el mar, el olor ronco de las hierbas,
Un viento de campana en las flores antes de la lluvia,
De voces claras de niños en el parque azul de la lluvia

Un sol sombrío abierto a las miserias, todo allí
De moda en la languidez de esta tarde..
La hora del canto. Debe ser dulce. Los que me aman están allí…

Oigo las palabras de los niños, tranquilas como el mediodía.
La mesa puesta simple y alegre con las cosas
Puro como un silencio de velas aquí…

El cielo da su triste fiebre como un beneficio…
Un gran día de pueblo encanta las ventanas…
La gente mantiene la lámpara es festival y de flores…

A lo lejos un órgano joue su miel sob…
Oh, quiero decir por ti…

Amaneceres

Que el alba tome viento nuevo
Y que juega a cuatro esquinas
Con nostalgia en los pueblos
En los cruces espejos decorados
Que atraen las viejas miradas
Sutilmente al fondo de las tumbas lejanas..

Que las ratas que conducen sin ruido
De árbol en árbol, fuera de sus rejas
En el arroyo que el tiempo desvaneció
A través de tu gran sombra.
Cuando las cosas te miran
Lo mismo rápidamente que las miran..

Que abrió por sí mismo por terrible malo
Las corolas des carniceros
Donde gotea de la sangre que yace
Y que el cielo se levanta a golpes apagados
Donde un remarker amarra y fuma
De una sombra de la nariz contra el sol…

Que el mecanicista cierra el horno
Donde se cuece la vieja ceniza
Y que una mujer vigila
A ojos de padre et de criado
Sobre una puerta donde el viento se hincha
Sopla su humo que canta
Y verso el Negro de manos lentas.

Que el alba enreda el viento áspero
En el árbol donde peina la luna
Et que sueña la playa
Cubre a un orybe abajo
Donde de extranjeros tiemblan los insectos
Sensibles como las escamas
En una nube vieja que duerme

Sopla — por la que se canta
Una canción baja, fuera de lugar
Donde es pregunta a las mujeres
De blues vuelve al campo,
De promesas y de poemas,
— Y que tu corazón sigue y llora
De llanto de lágrimas antiguas.

Canción

El juego de los fabricantes
Para nuestro uso, los objetos
Usualmente — Los objetos aman…

El ruido de cristal evocó
Lo mismo a un sueño superficial
No ha preocupado, no ha preocupado
La gente — de su prosperidad..

Hacen en las cantidades
Sin conmoverse de su belleza
Y, para satisfacer a las ventas,
Nuestra hermana pequeña la lámpara,
La lámpara que ve nuestros abrazos…

Nuestra hermanita la lámpara
A la ronda ver nuestros abrazos.
Como los transeúntes ella dormía
Sin ruido, en el hueco del montículo verde..

Todos los días se encerraba
En su rollo y se recogía
Y callaba como calla
Una colmena, sin ruido del invierno…

Pero es el tiempo Un pequeño
Estrella de álamo y periclita…
A la tristeza azul de cruzar
La mosca silencia su ruido..

Y la lámpara hace su luz
Suave y pálida, color de playas
Color de trigo, color de arenas,
Color de arenas del desierto..

En una casa que ignora
La tarde se levanta rayo de peligro
Y espera en un rellano
En el frente de una puerta marcada.

1898

Jean-Michel Serres Apfel Café Apfelsaft Cinema Music Códigos QR Centro Español 2024.

Übersetzen | Für die Musik von Léon-Paul Fargue

An Francis Jourdain

Träume

Ein kleines Kind
Um die Murmeln herum…
Eine dumpfe Stimme
Von hoher Umgebung…

Die Augen, wenn schwer
Von denen, die dich lieben
Reflektieren und vergehen
Zwischen den Bäumen…

An der großen Orgel
Von welcher Station
Mache die Welle groß
Durch alte Abfahrten…

In einem alten Traum
In die fernen Länder
Von tapferen Dingen
Sie brechen die Weisen.

Lauben

Säfte von Buntglas erhellen die Stille
Auf den Lauben zu grünen Augen, wo das Lächeln Marie…
Unter dem grünen Bogen hindurch…

Ein Arm der Schaukel erregt die Stille
Mit einem Ende des Gewandes, das wacht und singt!
Diejenigen, von denen gesprochen wird, verursachen alte Sonntage
Zu Ehren der Vergangenheit.

Der Glanz seiner Hände spiegelt die Stille wider,
die
an der Wurzel, außen, Radfahrer streift, die
ein Libellengeräusch machen – die zeigen und sich falten …

Unter dem grünen Bogen, der blass wird, lächelt sie …

Mein Herz schlägt gegen die Tür
in der Dunkelheit …
Ich mag das Sprichwort sehr schrecklich …
Es geht in mein Glas über,
wie die klaren Flügel,
seine Gesten, sein Lächeln …

Orgel am Fenster

Diejenigen, die in der Lage waren, dein Herz zu erobern, am Fenster
Lange Zeit, gegen sein Herz, wirst du nicht mehr sehen ……

Ein Kind spielt und weint
In der Ecke heiß und blond
Wo die Sonne beschrieben
Die Dinge, die sie existe …

Die Orgel zeigt ihre Klage, wo ein Herz brennt
Wie auf Wasserstrahlen
Gezielt viele Eier …

Dieser Walzer muss dem Erzherzog Rodolphe gefallen haben…
Die Brille war im Schatten ihrer Kreuzung geöffnet…

Eine bremsende Geste erhellt
Die Augenlider schließen sich,
Eine Röte tritt zutage, um durch die Nacht zu wandern…

Auf diesem Sable d’Olonne oder in diesem Dieulouard
Habe ich das Vergessen ihres blassen Gesichts gefunden…

An Land

Ein Name: Cromac, wir bringen uns zum Reden
An einem dunklen Golf… Oh, vergehende Liebe,
Sei weniger traurig, dass du Tränen hast
Für andere Namen, für andere Tage

Oder du warst wie ein Blinder,
Der auf roten Schatten schaut
Und mit seinen zerkratzten Händen spielt
Auf der alten Bank seiner Kindheit…

Wie ein Blinder, wenn er nachdenkt
und schimpft und sein Herz
gegen die Schönheit des lauwarmen Körpers rebelliert
Wer sieht ihm zu, alle voller Tränen…

Cromac. Das Haus unter den Zweigen,
wo das Fenster mit den blühenden Augen
seine langen weißen Hände
sanft und geräuschlos auf sein Herz legt…

Innenraum

Leinwände, trocknen Dinge während der Sonnenstrahlen…
Das alte Gewehr starrt
An der Wand klar…
Traum in Grautönen. Alles ist wie in vergangenen Zeiten. Hören Sie…
Der hohe Schornstein
Erhebt seine uralte Klage und sein Geruch verschwindet
Und sein Rückgrat wird von einem alten schwarzen Vogel umschlungen…
Es hat immer noch an der Vorderseite seine Bilder einer grausamen Seele
Und seine Vasen der Lotterie mit dem Vornamen Gold…
Und der klickende Einsiedler im Schatten und die Kiste
Bärenklau sein Herz mit einer obskuren Sanftheit…

Gleich den runden Gesichtern der Zuschauer
Biegen sich die Teller über den Balkonen der alten Anrichte
Wo die Linien der Früchte, die eine Kette bilden,
In ihrer Gasse aus Schattenfarbe Aubergine blühen…
Ich öffne eine Schublade, in der ich leere Nüsse sehe,
Und den Schatten meiner Hände, die über die Dinge gleiten…
Und es gibt lebendige Farben, gekühlt…
Und es gibt Gerüche von sicherer Vertrautheit…
Dies riecht nach der Kiste und dem Pfeffer alter Abgänge,
und das Buch der Klasse und die Kapelle sind verschwunden.

Ein festes Fenster drückt Wespen,
die gegen das blaue Oberlicht klopfen …
Eine große Katze ging sanft vorüber, als würde sie flüstern,
und du hebst einen Blick, wo du die weise Langeweile beobachtest,
durch die Sonne in der Fluke zur goldenen grünen Linse …

Wäre ruhig. Alles ist da wie früher. Hör zu …

In den Ferien

Der schöne runde Ast des Weges
Führt zur Dorfkirche,
Wo Camélia an den Händen zieht
Alter und Kälte des Harmoniums
Für die Messe von morgen…

Ich höre es singen
Von hier, wo ich war,
Als würde ich den Kastanienhain verlassen
Durch den Weg, der von Argynnen bedeckt ist
Die dem Lärm der Windmühle nachjagen…

Es klang so gut, dieser Hagelgesang,
wie ein Vergnügen, das sich mit dem Alten überlappt,
das langsam näher kam,
die dünnen Schreie der Vögel übertönte,
in den Düften und Geräuschen,
bis in der grünen Halle viele schreckliche Insekten nähten,
wo ich meine Stadt vergaß, wo ich meine Nächte vergaß

Herr de Beaufort, der ein Träumer ist
wie ich, glaube ich,
hört es auch an seinem Fenster,
er, morgen, am Sonntag, wird er das Waldhorn spielen
bis zum Mittag …

Romance

Certains wir liebten dich,
Marie… Du weißt es,
nicht wahr? Du erinnerst dich?…

Ein Abend
(Wir gingen in der Nacht
Arthème und ich), wir gingen ohne Lärm, verstehst du
Auf der Apsis des Sommerhimmels, wie in der Kirche…

Es war hell und du hast gelesen…

Wir haben die Zeichnungen behalten
Von drei Bleistiften, und die Vögel von blauer Tinte
Die du gemacht hast…

Ah! Marie, du hast so gut gesungen!
Es war zu der Zeit
Als du in der Schule der Schwestern glücklich warst,
Als die Parade alle blassen Blumen
In der Wüste des Sonntags sangen…,
Zitternd
War ich mit dir, alle in Weiß…
Die Orgel sprach im Schatten der Kirche…
Im Glanz während des Tages blau…
Durch die Wunden, die das Buntglas färbten, der Ruf des Blases
Wo eine große Onyx-Hummel schmolz! verfolgte das Feuer
der Kerzen, zu dir waren grau
Durch das Licht und die weisen Katzen…

Während die blasse Stunde vergeht

Ein Tag, in der Dämmerung, vergeht er, vor dem Regen,
entlang der Mauern eines Parks, in dem die Bäume von Schönheit träumen…
Er folgt ihnen lange Zeit, die Zeit vergeht
während die Hände der Nacht sich an alten Mauern hochschleichen…

Aber was beunruhigt dich, während die blasse Stunde vergeht
Wer krümmt sich zu schwarzen Händen von Gittern?
An diesem Nachmittag hat die Ruhe nach dem Regen etwas
Das an das Exil und die Nacht erinnert
Es hört viele Geräusche
Von Blättern überall
Wie ein Feuer, das …
Blätter blitzen. Die Stille
Liebe
Und es vergeht von Gerüchen, wenn sie eindringen
Dass es vergessen hat, dass es andere gab
Und sie machten den Geruch zum Leben …

Mehr danach, ein bisschen von der goldenen Sonne
Ein Blatt, und zwei, und dann alle!
Dann, der neue Vogel, der es als erster wagt
Nach dem Regen

Singt!
Und wie eine duftende Blume aus der Lampe kommt, schalte sie aus
Es erscheint in meinem Herzen das Geschenk eines alten Traums…

Ein schleichender Strahl wieder am Kamm der Mauer,
gleitet zur ruhigen Hand, und wir führen in den Schatten …
Ist es der Regen? Ist es der Regen?
Von weitem, von keinem alten und schwarzen
Verschwindet
entlang der Wände des Parks oder der alten Bäume …

Sonntags

Auf Feldern wie dem Meer, der Geruch von Kräutern,
Ein Wind von Glocken auf den Blumen vor dem Regen,
Von klaren Stimmen von Kindern im Park des regenblauen

Eine düstere Sonne, die sich dem Elend öffnet, alles dort
Vogue auf der Mattigkeit dieses Nachmittags…
Die Stunde des Singens. Es muss süß sein. Die, die mich lieben, sind da…

Ich höre die Worte der Kinder, ruhig wie der Mittag.
Der Tisch ist einfach und fröhlich gedeckt mit den Dingen
Rein wie ein Schweigen von Kerzen hier…

Der Himmel gibt sein trauriges Fieber wie eine Wohltätigkeitsveranstaltung…
Ein großer Tag des Dorfes verzaubert die Fenster…
Die Menschen halten die Lampe, es ist ein Fest und voller Blumen…

In der Ferne spielt eine Orgel ihren honigsüßen Schluchzer…
Oh, ich möchte dir sagen…

Morgendämmerungen

Dass die Morgendämmerung neuen Wind bringt
Und ihn an allen vier Ecken spielt
Mit Nostalgie in den Städten
An Kreuzungen geschmückte Spiegel
Die die alten Sehenswürdigkeiten anziehen
Subtil am Boden der fernen Gräber…

Dass Ratten, die geräuschlos fahren
Von einem Baum zum anderen, aus ihren Gittern
Am Bach, dass die Zeit verging
Durch deinen großen Schatten.
Wenn die Dinge dich ansehen
Genauso schnell wie sie sie ansehen..

Die sich durch sich selbst schrecklich schlecht öffneten
Die Blütenkronen der Metzger
Wo Tropfen des Blutes liegen
Und der Himmel zu dumpfen Schlägen aufgeht
Wo ein Beobachter festmacht und raucht
Von einem Schatten der Nase gegen die Sonne…

Der Mechaniker schließt den Ofen
Wo die alte Asche brodelt
Und den eine Frau wachsam
Mit den Augen des Vaters und des Dieners
An einer Tür, an der der Wind bläst
Blasen ihre Rauchschwaden, die singen
Und das Schwarz der langsamen Hände umhüllen.

Die Morgendämmerung verwirrt den rauen Wind
Im Baum, wo der Mond kämmt
Und sie träumt vom Strand
Bedeckt eine Orybe unten
Wo fremde Insekten zittern
empfindlich wie die Schuppen
auf einer alten Wolke, die schläft.

Es weht – wofür du selbst
ein leises Lied singst, fehl am Platz
wo es eine Frage an Frauen ist,
des Blues, der aufs Land zurückkehrt,
des Versprechens und der Gedichte,
– und worüber dein Herz weint
und weint, wie vor Urzeiten.

Song

Die Hersteller setzen
Für unsere Verwendung die Objekte
Normalerweise – Die Objekte lieben …

Das Geräusch von Kristall erinnerte
Dasselbe an einen flachen Schlaf
Haben sich nicht gestört, haben sich nicht gestört
Menschen – an ihren Wohlstand …

Sie tun es in Mengen
Ohne sich ihrer Schönheit bewusst zu sein
Und um den Umsatz zu steigern,
Unsere kleine Schwester, die Lampe,
Die Lampe, die unsere Umarmungen sieht…

Unsere kleine Schwester, die Lampe
Um die Runde zu sehen, unsere Umarmungen.
Wie die Vergänglichkeit schlief sie
Ohne Lärm, in der Höhlung des grünen Hügels…

Jeden Tag war sie geschlossen
Auf ihrer Rolle und sammelte sich
Und war still wie sie still ist
Ein Bienenstock, ohne das Geräusch des Winters…

Aber es ist die Zeit. Eine kleine
Star Espe und Periklit…
Zur blauen Traurigkeit des Überquerens
Die Fliege bringt ihr Geräusch zum Schweigen…

Und die Lampe macht ihr Licht
Sanft und blass, Farbe der Strände,
Farbe des Weizens, Farbe des Sandes,
Farbe des Sandes der Wüste…

In einem Haus, das sie nicht kennt
Der Abend steigt auf Strahl der Gefahr
Und wartet auf einem Treppenabsatz
Vor einer markierten Tür.

1898

Liste der Übersetzungen von Gedichten
(Français, English, Español, Italiano, Deutsch, Nederlands, Svenska)

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