Traduzione | Per la musica di Léon-Paul Fargue

A Francis Jourdain

Sogni

Un bambino
Intorno alle biglie…
Una voce spenta
Di alti dintorni…

Gli occhi pesanti
Di chi ti ama
Riflettendo e passando
Tra gli alberi…

Al grande organo
Di quale stazione
Rendere grande l’onda
Da vecchie partenze…

In un vecchio sogno
Verso le terre lontane
Di cose coraggiose
Si rompono i saggi.

Arbori

Sacche di vetro colorato illuminano il silenzio
Sui pergolati agli occhi verdi dove sorride Marie…
Passato sotto l’arco verde…

Un braccio di dondolo incensa il silenzio
Con un’estremità di veste che guarda e che canta!
Quelli di cui si parla sono causa di vecchie domeniche
In onore del passato.

Il bagliore delle sue mani riflette il silenzio
Che striscia
Sulla radice, all’esterno, ciclisti che fanno
Un rumore di libellula – che punta e che piega…

Sotto l’arco verde che impallidisce, lei sorride…

Il mio cuore sbatte la porta
Nel buio…
Mi piace molto il detto orribile…
Passa nel mio bicchiere,
come le ali chiare,
I suoi gesti, il suo sorriso…

Organo alla finestra

Chi ha saputo ricamare il tuo cuore, alla finestra
Da tempo, contro il suo cœur, non vedrai più…

… Un bambino gioca e piange
Nell’angolo caldo e biondo
Dove il sole ha descritto
Le cose che esistono…

L’organo mostra il suo reclamo dove danza un cuore che brucia
Come su ugelli d’acqua che sparano
mirato un sacco di uova…

Questo valzer deve piacere all’arciduca Rodolphe…
Gli occhiali erano aperti all’ombra del loro incrocio…

Un gesto di frenata si accende
Il grumo agli occhi si chiude,
Un rossore affiora alle passeggiate della notte…

Su quella Sable d’Olonne o in quel Dieulouard
Ho trovato l’oblio del suo viso pallido…

Alle terre

Un nome: Cromac, ci fa parlare
In un golfo oscuro… Oh, la scomparsa dell’amore,
sii meno triste di avere lacrime
Per altri nomi, per altri giorni

O tu eri come un cieco,
che guardano l’ombra rossa
e gioca con le mani graffiate
Sulla vecchia panchina della sua infanzia…

Come il cieco, quando considera
E brontola, e che il suo cuore ringhia
Contro la bellezza del corpo tiepido
Che lo guarda, tutto di lacrime…

Cromac. La casa sotto i rami,
dove la finestra con gli occhi fioriti
Muove le sue lunghe mani bianche,
dolcemente, senza rumore, sul suo cuore…

Interni

Tele, cose secche durante i raggi del sole…
Il vecchio fucile fissa
al muro chiaro…
Sogno di tono grigio. Tutto è come il tempo passato. Ascolta…
L’alto camino
Fa cancellare il suo antico lamento e il suo odore
E coppa la sua spina dorsale di vecchio uccello nero…
Ha ancora davanti le sue immagini di anima crudele
E i suoi vasi di lotteria a primo nome d’oro…
E il click recluso nell’ombra della scatola
Hogweed il suo cuore con una dolcezza oscura…

Uguale alle facce bionde degli spettatori
I piatti si piegano a balconi di vecchi comò
Dove sbocciano le linee di frutta che fanno catena
Nel loro vicolo d’ombra color melanzana…
Apro un cassetto dove vedo noci vuote,
e l’ombra delle mie mani che scivolano sulle cose…
E ci sono colori vivi, freddi…
E ci sono odori di sicure intimità…
Questo odora la scatola, e il pepe di vecchie partenze,
e il libro di classe, e la cappella scomparsa….

Una finestra stretta spinge le vespe
che si avvicinano al lucernario blu…
Un grosso gatto passa dolcemente come se sussurrasse,
E tu sollevi uno sguardo dove guardi il saggio ennui
Dal sole nel fiocco a lente verde oro…

Sarebbe calma. Tutto è lì come il tempo passato. Ascolta…

In vacanza

Il bel ramo rotondo della via
porta alla chiesa del villaggio,
dove Camélia tira le mani
Vecchiezza e freddezza dell’armonium
Per la messa di domani…

Lo ascolto cantare
Di qui, dove ero,
Come me ne andrò dal castagneto
Per la strada coperta dove si piantano le aringhe
Che inseguono il rumore del mulino a vento…

Era così bello, questo canto della grandine,
come un piacere che si sovrappone al vecchio,
che arrivava lentamente,
Tagliava le sottili grida degli uccelli,
nei profumi e nei rumori,
Finché al verde dell’aia molti orribili insetti che si impuntano
Dove ho dimenticato la mia città, dove ho dimenticato le mie notti

Il signor de Beaufort che è un sognatore
Come me, credo,
Ascolta anche lui, alla sua finestra…,
Lui, domani, domenica, suonerà il corno francese
Fino a mezzogiorno…

Romanza

Certi di amarti,
Marie… Lo sai,
non è vero? Ti ricordi?

Una sera
(Siamo partiti la sera
Arthème ed io), andammo senza rumore, vedi
Sull’abside del cielo estivo, come in chiesa…

C’era luce e si leggeva…

Tenevamo i dessin
Da tre matite, e gli uccelli dall’inchiostro blu
Che facevi…

Ah! Marie, cantavi così bene!
Era il tempo
Dove eri felice alla scuola delle suore,
Dove la Parata tutta fiori pallidi
Cantava nel deserto della domenica…,
Tremando
Ero con te tutto vestito di bianco…
L’organo parlava all’ombra nella chiesa…
Sullo splendore del giorno blu…
Per le ferite di vetro colorato, il richiamo del colpo
Dove si scioglieva un grande bombo d’onice! inseguiva il fuoco
Di candele, a te erano grigie
Dalla luce e dai gatti saggi…

Come l’ora pallida passa

Un giorno, al crepuscolo, passa, prima della pioggia,
lungo i muri di un parco dove sogna la bellezza degli alberi…
Li segue a lungo, il tempo passa
Che le lancette della notte si intrufolano sui vecchi muri…

Ma cosa ti turba mentre passa la pallida ora
Che si accoccola alle mani nere delle grate?
Questo pomeriggio, la calma dopo la pioggia ha qualcosa che
Che fa pensare all’esilio e alla notte
Sente molti rumori
Di foglie dappertutto
Come un fuoco che prende.
Rami che lampeggiano. Il silenzio
Amore
E passa di odori se penetra
che dimenticava che ce n’erano altri
E fecero l’odore come la vita…

Più dopo, un po’ di Sole d’oro
Una foglia, et due, et poi tutte!
Poi, il nuovo uccello che osa il primo
Dopo la pioggia

Canta!
E come un fiore pungente esce dalla lampada spenta
Appare nel mio cuore il dono di un vecchio sogno…

Un raggio di nuovo in agguato sulla cresta del muro,
Scivola verso la mano calma e ci conduce all’ombra…
È la pioggia? È la pioggia?
A distanza, di nessun vecchio e nero
Andando via
Lungo i muri del parco o i vecchi alberi sognano…

Domenica

Sui campi come il mare, l’odore rauco delle erbe,
Un vento di campana sui fiori prima della pioggia,
Di voci chiare di bambini nel parco di pioggia blu

Un sole cupo aperto alle miserie, tutto lì
Vogue sul languore di questo pomeriggio….
L’ora del canto. Deve essere dolce. Quelli che mi amano sono lì…

Sento le parole dei bambini, calme come il mezzogiorno.
La tavola è semplice e felice con le cose
Puro come un silenzio di candele qui…

Il cielo dà la sua triste febbre come un beneficio…
Un grande giorno di paese incanta le finestre…
La gente tiene la lampada è festa e di fiori…

A distanza un organo suona il suo miele…
Oh, voglio dire per te…

Aurbe

Che l’alba prenda un vento nuovo
E che suona ai quattro angoli
Con nostalgia nelle città
Agli incroci specchi decorati
Che attraggono le vecchie vedute
Sottilmente in fondo alle tombe lontane…

Quei topi che guidano senza rumore
Da un albero all’altro, fuori dai loro reticolati
Al ruscello che il tempo ha sbiadito
Attraverso la tua grande ombra.
Quando le cose ti guardano
Lo stesso rapidamente che guardano loro.

Che ha aperto da sé da terribile male
Le corolle dei macellai
Dove gocciola il sangue che giace
E che il cielo si alza a colpi ovattati
Dove un osservatore si muove e fuma
Di un’ombra del naso contro il sole…

Che il meccanico chiude il forno
Dove fermenta la vecchia cenere
E che una donna vigila
Agli occhi del padre e del servo
Su una porta dove il vento si gonfia
Soffiano il loro fumo che canta
E verseggiano il nero di mani lente.

Che l’alba aggroviglia il vento ruvido
Nell’albero dove pettina la luna
E che sogna la spiaggia
Coprire un oribello in basso
Dove gli insetti stranieri tremano
Sensibili come le squame
Su una vecchia nuvola che dorme.

Soffia – per cui si canta
Una canzone bassa, fuori luogo
Dove è domanda alle donne,
Di ritorni blues alla campagna,
Di promesse e di poesie,
— E che il tuo cuore va avanti e piange
Di pianto di antiche lacrime.

Canzone

Il set dei produttori
Per il nostro uso, gli oggetti
Di solito… Gli oggetti amano…

Il rumore del cristallo evoca
Lo stesso a un sonno superficiale
Non ha disturbato, non ha disturbato
Le persone… della loro prosperità…

Fanno nelle quantità
Senza commuoversi per la loro bellezza
E, per soddisfare le vendite,
La nostra sorellina la lampada,
La lampada che vede i nostri abbracci…

La nostra sorellina la lampada
Al giro che vede i nostri abbracci.
Come il passaggio di lontano lei dormiva
Senza rumore, nell’incavo della collina verde…

Ogni giorno era chiusa
sul suo rotolo e si raccoglieva
E taceva come tace un alveare
Un alveare, senza il rumore dell’inverno…

Ma è il momento. Un piccolo
Stella di pioppo e periclite…
Alla tristezza blu di attraversare
La mosca tace il suo rumore…

E la lampada fa la sua luce
Delicata e pallida, colore delle spiagge,
Colore del grano, colore delle sabbie,
Colore delle sabbie del deserto…

In una casa che ignora
Il raggio di pericolo della sera
E aspetta su un pianerottolo
Davanti a una porta segnata.

1898

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(Français, English, Español, Italiano, Deutsch, Nederlands, Svenska)

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Appunti su Cécile Chaminade e le sue opere

Panoramica

Cécile Chaminade (1857-1944) è stata una compositrice e pianista francese della fine del XIX e dell’inizio del XX secolo. È conosciuta soprattutto per le sue opere e melodie per pianoforte, anche se il suo repertorio comprende anche musica da camera e opere vocali. È stata una delle prime donne compositrici a ottenere un riconoscimento internazionale, tanto da essere celebrata anche negli Stati Uniti, dove è diventata una figura emblematica della musica tardo-romantica.

Il suo stile musicale, spesso affascinante e melodioso, è caratterizzato da un’eleganza che si rivolge agli amanti della musica da salotto. I suoi pezzi per pianoforte, come l’Automnes e il Concertstück, sono ricchi di sfumature e virtuosismi, ma rimangono accessibili e popolari. Il suo famoso valzer, La Lisonjera, ne è un perfetto esempio, dimostrando la sua capacità di catturare con finezza lo spirito della danza francese.

Pur non essendo direttamente associato al movimento impressionista come Debussy, Chaminade sviluppò un linguaggio musicale personale, a metà strada tra il romanticismo e gli elementi modernisti dell’epoca.

Storia

Cécile Chaminade nacque a Parigi nel 1857, in una famiglia colta e con un forte interesse per la musica. La madre, appassionata pianista dilettante, la incoraggiò fin da piccola. Sebbene il padre fosse più restio a vederla intraprendere una carriera musicale, Chaminade iniziò a comporre fin da bambina. Ebbe la fortuna di prendere lezioni private da musicisti rinomati, tra cui Benjamin Godard, che divenne uno dei suoi mentori.

All’epoca, i conservatori erano generalmente chiusi alle donne compositrici, ma Chaminade perseverò, lasciando gradualmente il segno sulla scena musicale parigina. All’età di 18 anni tenne il suo primo concerto pubblico come pianista-compositrice e fu presto notata per il suo talento. Con brani come le sue romanze per pianoforte, le opere liriche e la musica da camera, catturò l’attenzione del pubblico francese. La sua musica, accessibile e spesso lirica, la incanta e le fa guadagnare un seguito fedele, soprattutto nei salotti parigini, dove viene accolta con entusiasmo.

Tuttavia, il suo successo non si limitò alla Francia. Nel 1908, Chaminade fu invitata negli Stati Uniti, dove godette di un’incredibile fama, soprattutto tra i musicisti dilettanti che trovavano la sua musica bella e suonabile. Divenne così una delle prime compositrici a ottenere un riconoscimento internazionale, in un’epoca in cui le donne erano raramente celebrate nel campo della composizione.

La prima guerra mondiale stravolse la sua carriera. Compone meno e fa poche apparizioni in pubblico. Dopo la guerra, il mondo musicale cambiò e i gusti si evolsero verso stili più modernisti. Chaminade, attaccata al suo linguaggio romantico, si ritirò gradualmente dal palcoscenico. Nel 1913, tuttavia, fu insignita della Légion d’honneur, una rara onorificenza per una donna musicista dell’epoca.

Trascorse gli ultimi anni da reclusa a Monte Carlo, dove morì nel 1944. Oggi, anche se un po’ dimenticata, Chaminade viene riscoperta e celebrata per il suo contributo unico e il suo spirito pionieristico in un mondo spesso chiuso alle donne creatrici.

Caratteristiche

Cécile Chaminade è nota per uno stile decisamente lirico, melodico e accessibile, che affonda le sue radici nella tradizione romantica ma che si tinge della grazia e del fascino francese della Belle Époque. Ecco alcune delle caratteristiche principali del suo lavoro:

Lirismo melodico: le sue melodie sono luttuose ed espressive, spesso ispirate alle arie vocali, rendendo le sue opere particolarmente toccanti e memorabili.

Elegante scrittura pianistica: Come pianista virtuosa, compose molto per il pianoforte, con una scrittura fluida e delicata, ideale per i salotti e gli appassionati dell’epoca. Prediligeva trame chiare e armonie semplici ma raffinate.

Influenza romantica: sebbene abbia composto all’epoca della nascita dell’Impressionismo, il suo stile rimane fondamentalmente romantico, con elementi che ricordano la musica di Mendelssohn o Chopin, piuttosto che Debussy o Ravel.

Espressività intima: i suoi pezzi per pianoforte, come Automne e Scarf Dance, sono spesso brevi ma altamente evocativi, esplorando temi come la nostalgia, la natura e le emozioni personali.

Accessibilità: Chaminade ha cercato di rivolgersi ad ascoltatori ed esecutori di ogni livello, il che spiega la popolarità delle sue opere tra i dilettanti. Le sue composizioni non richiedono una tecnica eccessivamente virtuosa, rendendo la sua musica accessibile a un vasto pubblico.

Energia e vitalità: utilizzava spesso ritmi vivaci e motivi di danza, apportando una leggerezza e un dinamismo che contrastavano con le correnti più introspettive del suo tempo.

Nonostante i pregiudizi verso le compositrici dell’epoca, Chaminade riuscì a ritagliarsi un posto unico nella storia della musica francese, con uno stile personale e in sintonia con i gusti del suo tempo.

I club Chaminade

Alla fine del XIXᵉ e all’inizio del XXᵉ secolo ci fu una vera e propria mania per la musica di Cécile Chaminade, soprattutto negli Stati Uniti. Sebbene non si possa parlare di “fan club” in senso moderno, esisteva una rete internazionale di ammiratori chiamata Chaminade Clubs. Questi club, particolarmente popolari negli Stati Uniti, erano composti principalmente da pianiste e amanti della musica che si riunivano per suonare e ascoltare le opere di Chaminade. All’epoca, Chaminade era una delle poche compositrici donne a godere di un significativo successo popolare e il suo talento nello scrivere pezzi accessibili, eleganti e melodici l’aveva resa eccezionalmente popolare.

I Club Chaminade fiorirono tra il 1900 e il 1930 circa. Organizzarono regolarmente concerti ed eventi dedicati alla sua musica e svolsero un ruolo importante nella promozione della sua carriera. Nel 1908, durante la sua prima tournée negli Stati Uniti, Chaminade fu accolta con entusiasmo dai membri di questi club, che avevano contribuito a renderla una figura di spicco della musica pianistica dell’epoca.

Questi club furono uno dei primi esempi di un fenomeno di “fan club” dedicato a una compositrice donna e testimoniarono sia l’importanza di Chaminade nella cultura musicale sia il crescente posto delle donne nel mondo della musica all’inizio del XXᵉ secolo.

Cécile Chaminade era un idolo?

Cécile Chaminade fu effettivamente una figura ammirata e rispettata nel mondo musicale del suo tempo, anche se non raggiunse lo status di “idolo” nel senso moderno del termine. Ecco alcuni esempi della sua influenza e del suo riconoscimento:

Successo popolare: le sue opere e melodie per pianoforte erano molto popolari, soprattutto nei salotti parigini e presso il pubblico di lingua inglese. Pezzi come Automne e Scarf Dance furono ampiamente suonati e apprezzati, e il pubblico attendeva le sue nuove composizioni.

Una pioniera per le donne: come compositrice e pianista in un ambiente dominato dagli uomini, Chaminade aprì la strada ad altre donne musiciste. È stata una delle prime compositrici a ottenere un riconoscimento internazionale, che le ha permesso di essere considerata una fonte di ispirazione per molte giovani donne del suo tempo.

Tournée e concerti: Chaminade ha effettuato tournée in Francia, Inghilterra e Stati Uniti, dove è stata accolta calorosamente. I suoi concerti hanno attirato un grande pubblico, a testimonianza della sua popolarità.

Riconoscimenti istituzionali: ha ricevuto numerose onorificenze, tra cui la Légion d’honneur nel 1913, sottolineando il suo status nel mondo musicale francese. Questo riconoscimento istituzionale testimonia la sua importanza come artista.

Reputazione contemporanea: sebbene non fosse al centro dei movimenti d’avanguardia del suo tempo, Chaminade era rispettata dai suoi coetanei e compositori come Gabriel Fauré e Claude Debussy riconobbero il suo talento, anche se i loro stili differivano notevolmente.

Società musicale: Chaminade fu anche attiva nei circoli musicali, in particolare come membro di società musicali che sostenevano e promuovevano la musica di compositori contemporanei. Il suo coinvolgimento in queste attività aumentò il suo status nella comunità musicale.

Sebbene non godesse dello stesso livello di fama di alcuni suoi contemporanei maschi, il suo successo, il suo riconoscimento e la sua influenza la resero una figura chiave nella musica della Belle Époque, e rimane una fonte di ispirazione per molte musiciste e compositrici di oggi.

Relazioni con altri compositori

Cécile Chaminade ebbe interessanti relazioni professionali con altri compositori, anche se non si unì ai circoli d’avanguardia del suo tempo. Ecco alcune delle sue relazioni e potenziali influenze:

Ambroise Thomas: si dice che il compositore francese Ambroise Thomas (autore di opere come Mignon) abbia incoraggiato Chaminade in gioventù, riconoscendo in lei un talento promettente. Thomas, allora figura influente del Conservatorio di Parigi, avrebbe predetto il suo successo nonostante non avesse mai studiato formalmente.

Camille Saint-Saëns: Saint-Saëns, uno dei grandi compositori francesi dell’epoca, era molto attivo nei circoli musicali francesi, ma non sembra aver avuto un rapporto stretto con Chaminade. Anche i loro stili differivano: Saint-Saëns era più vicino al romanticismo tedesco, mentre Chaminade adottava uno stile più leggero e melodico.

Gabriel Fauré: sebbene Fauré e Chaminade fossero contemporanei e componessero in generi simili, seguirono percorsi diversi. Fauré era più integrato nei circoli conservatori e d’avanguardia ed esercitò una forte influenza sulla generazione successiva. Chaminade era più indipendente e componeva per un pubblico popolare.

Influenza di Chopin e Mendelssohn: le opere di Chaminade mostrano un’affinità con Chopin, per le sue tessiture pianistiche flessuose, e Mendelssohn, per il suo fascino melodico. La loro influenza è percepibile nei suoi pezzi per pianoforte, che spesso hanno una delicatezza simile e una forma espressiva simile alla musica da salotto.

Rapporti negli Stati Uniti e in Inghilterra: Chaminade ha sviluppato un rapporto speciale con il pubblico di lingua inglese. Negli Stati Uniti fu accolta con entusiasmo e le sue tournée furono coronate dal successo. Ha persino ispirato la creazione dei “Chaminade Clubs”, società musicali amatoriali che hanno contribuito a diffondere la sua musica, un riconoscimento raro per una compositrice del suo tempo.

In breve, Chaminade rimase ai margini dei circoli di compositori d’avanguardia, forgiando una voce indipendente e mantenendo un rapporto più diretto con il suo pubblico rispetto a molti suoi contemporanei influenzati dalle tendenze avanguardistiche di fine secolo.

Relazioni con personaggi di altri generi

Cécile Chaminade, pur essendo una compositrice e musicista, intrattenne interessanti relazioni anche con personaggi di altri settori, influenzati dal suo successo e dalla sua vasta rete. Ecco solo alcune di queste relazioni:

Società e aristocrazia: come molti artisti del suo tempo, Chaminade godeva del sostegno della nobiltà e della società parigina, che apprezzavano la sua musica raffinata. Era regolarmente invitata a suonare in salotti privati, dove si intratteneva con membri influenti dell’alta società, contribuendo alla sua fama e all’attrazione della sua musica per l’élite.

Donne ricche americane e club femminili: negli Stati Uniti, dove si recò più volte in tournée, ottenne il sostegno dei circoli musicali femminili, in particolare attraverso i “Chaminade Clubs”, organizzazioni dedicate a suonare e promuovere la sua musica. Questi club sono stati fondati da donne della classe media e alta, che vedevano in Chaminade una figura di ispirazione in un campo prevalentemente maschile. Questo rapporto speciale con le donne americane influenti contribuì alla sua fama oltreoceano.

Poeti e scrittori: sebbene Chaminade non sia nota per le sue famose amicizie con gli scrittori, ha collaborato con poeti per alcune delle sue canzoni e melodie. La sua inclinazione per i testi lirici e sentimentali l’ha portata a selezionare poesie e temi popolari, rafforzando il suo fascino per i fan della poesia da salotto. La poesia nella sua musica amplificava l’eleganza e la sensibilità che caratterizzavano il suo stile.

Influenza dei pittori della Belle Époque: Chaminade crebbe in un ambiente artistico in cui l’influenza della Belle Époque permeava sia la pittura che la musica. Artisti come Jean-Baptiste Carpeaux e persino alcuni impressionisti catturarono l’eleganza e il romanticismo dell’epoca, elementi che si ritrovano anche nella musica di Chaminade. Sebbene non esistano relazioni documentate dirette con i pittori, Chaminade condivideva con loro uno spirito comune, intriso della leggerezza e del fascino dell’epoca.

Rapporti con il clero e musica sacra: provenendo da una famiglia borghese piuttosto pia, Chaminade ebbe in gioventù una certa vicinanza alle figure religiose, che si riflette in alcune delle sue composizioni di musica sacra. Sebbene la sua carriera si sia concentrata principalmente sulla musica profana, compose anche brani religiosi, dimostrando un’affinità con i valori e le aspettative della società cristiana del suo tempo.

Queste relazioni testimoniano l’influenza di Chaminade nei vari ambienti della Belle Époque, collegando figure di diversi ambiti attraverso il suo lavoro, che trascendeva la sola musica e partecipava alla cultura popolare e mondana dell’epoca.

Chaminade come pianista

Cécile Chaminade fu un’abile pianista virtuosa la cui arte fu particolarmente apprezzata per la sua delicatezza, raffinatezza ed espressività. Ecco alcuni punti chiave del suo stile di pianista:

Virtuosismo discreto: Chaminade aveva una tecnica solida, ma prediligeva un virtuosismo sottile ed elegante, adattato al suo stile compositivo. Piuttosto che dimostrare un’abilità sgargiante, cercava di affascinare attraverso la bellezza melodica e l’equilibrio armonico delle sue opere.

Padronanza delle sfumature: eccelleva nell’arte delle sfumature, con particolare attenzione alle dinamiche e alle transizioni. Questa capacità di suonare con sottili variazioni rendeva le sue interpretazioni altamente espressive e accattivanti, anche in brani brevi.

Sensibilità romantica: il suo modo di suonare il pianoforte rifletteva un lirismo romantico simile a quello di Chopin o Mendelssohn, con un’enfasi sulla fluidità e sulla morbidezza del fraseggio. Ha esplorato una gamma di emozioni che vanno dalla dolce malinconia alla gioia vivace, con una spiccata sensibilità per le atmosfere poetiche.

Repertorio da salotto: Chaminade era a suo agio nei salotti e davanti a un pubblico intimo. Il suo repertorio, composto da pezzi brevi ed evocativi come Automne e Scarf Dance, era concepito per attirare il pubblico dei salotti, affascinato dalla sua grazia e dalla sua espressività, che contribuirono notevolmente alla sua popolarità.

Improvvisazione e adattamento: come pianista, sapeva improvvisare e adattare le sue opere a diversi pubblici, una qualità che testimoniava la sua facilità e il suo senso della musicalità. Questo le ha permesso di toccare il suo pubblico, sia esso amatoriale o più esperto, e di rendere unica ogni esibizione.

Tournée internazionali: sebbene sia conosciuta soprattutto come compositrice, Chaminade ha anche effettuato tournée internazionali, in particolare negli Stati Uniti. Queste tournée hanno messo in luce le sue doti di pianista, rafforzando la sua immagine di compositrice-performer di talento e rispettata.

Chaminade era una pianista a immagine e somiglianza della sua musica: elegante, accessibile e profondamente espressiva, con una presenza calda che incantava il pubblico e valorizzava le sue composizioni.

Cronologia

1857: nasce l’8 agosto a Parigi da una famiglia borghese. Inizia a suonare il pianoforte in tenera età, incoraggiata dalla madre.

Anni ’60 del XIX secolo: Chaminade ricevette un’educazione musicale privata, poiché il padre disapprovava una carriera musicale. Studiò con insegnanti privati come Félix Le Couppey per il pianoforte e Benjamin Godard per la composizione.

1877: prima apparizione pubblica di Chaminade come compositrice ed esecutrice all’età di 20 anni, con un concerto a Parigi in cui presenta le sue prime opere.

Anni ’80 dell’Ottocento: ottiene un riconoscimento nei circoli musicali parigini. Compone e si esibisce regolarmente in salotti privati, attirando l’attenzione dell’élite parigina e diventando una figura popolare nella musica da salotto.

1888: pubblica alcune delle sue opere pianistiche più famose, come Automne, che diventano un successo internazionale. La sua musica, accessibile e melodica, acquista popolarità soprattutto nei Paesi di lingua inglese.

1892: Chaminade fu una delle prime donne a comporre ed eseguire un pezzo orchestrale di grandi dimensioni, il suo Concertstück in Re maggiore per pianoforte e orchestra, che fu ben accolto e accrebbe la sua reputazione.

1894: si esibisce per la prima volta in Inghilterra, dove riscuote un notevole successo. La sua musica divenne popolare tra il pubblico britannico e fu spesso invitata a tenere concerti a Londra.

Anni ‘900: Chaminade continuò a scrivere e a esibirsi. Negli Stati Uniti, ispirò la creazione dei “Chaminade Clubs”, società di donne appassionate di musica che suonavano e trasmettevano le sue opere in tutto il Paese. Questi club incrementarono la sua popolarità internazionale.

1913: viene insignita della Légion d’honneur, diventando la prima compositrice donna a ricevere questa onorificenza in Francia, un tributo al suo contributo alla musica francese.

1910-1920: dopo la Prima guerra mondiale, Chaminade compone meno e la sua musica diventa meno popolare in Francia, anche se rimane popolare in alcuni circoli di lingua inglese.

Anni ’30: a causa di problemi di salute, in particolare l’artrite, Chaminade si ritirò gradualmente dalla scena musicale. La sua produzione rallenta e si dedica a una vita più tranquilla.

1944: Cécile Chaminade muore il 13 aprile a Monte Carlo, lasciando un ricco catalogo di pezzi per pianoforte, melodie e composizioni orchestrali.

Sebbene la popolarità di Chaminade sia andata scemando con il tempo, è rimasta una figura di spicco della musica francese, una pioniera delle donne nel campo della composizione e dell’esecuzione. La sua musica continua a essere eseguita e apprezzata, non da ultimo per il suo fascino melodico e il caratteristico stile Belle Époque.

Opere famose per pianoforte

Automne, Op. 35, No. 2: uno dei suoi lavori più famosi, questo brano evoca la malinconia dell’autunno con un lirismo romantico. Viene spesso eseguito per la sua espressività e ricchezza emotiva.

Danza della sciarpa, Op. 37: ispirato alle danze orientali, questo brano vivace e ritmico è molto popolare e accattivante per il suo carattere di danza.

Studi da concerto, Op. 35: questa serie di studi presenta una varietà di sfide tecniche e permette al virtuosismo del pianista di brillare. Ogni studio è un pezzo di carattere che combina esigenze tecniche e musicalità.

Les Sylvains, Op. 60: un brano leggero e giocoso ispirato agli spiriti della foresta. È noto per l’atmosfera fiabesca e la fluidità melodica.

Pas des écharpes, Op. 98: un altro lavoro in stile esotico e danzante, vicino alla Danza delle sciarpe. Questo brano combina ritmi vivaci e armonie seducenti, evocando il movimento di un velo o di un foulard.

Pierrette, Air de Ballet, Op. 41: questo brano delicato e aggraziato è ispirato alla figura di Pierrette, un personaggio femminile del teatro comico. È un balletto in miniatura dal tono affascinante e leggero.

Élégie, Op. 98, No. 1: un’opera intrisa di nostalgia e malinconia, spesso eseguita per la sua semplice bellezza emotiva.

Arabesque, Op. 61: caratterizzato da un tema leggero e ornato, questo brano mette in evidenza la finezza dell’esecuzione del pianista. Evoca una danza delicata e fluida.

Air de Ballet, Op. 30: un brano giocoso e ballabile, tipico della musica da salotto di Chaminade. Il suo carattere leggero e affascinante lo rende molto popolare nei recital.

Queste opere evidenziano lo stile distintivo di Chaminade, con il suo virtuosismo sobrio, il fascino melodico e l’atmosfera espressiva, caratteristiche che piacevano agli ascoltatori del suo tempo e continuano a piacere ai pianisti di oggi.

Lavori famosi

Concertstück in Re maggiore, Op. 40: questo lavoro è un concerto in un unico movimento per pianoforte e orchestra, ricco di virtuosismo ed espressività. Dimostra l’ambizione e la padronanza della forma orchestrale di Chaminade. Il Concertstück rimane una delle sue opere orchestrali più frequentemente eseguite.

Callirhoé, Op. 37: un balletto in un atto, noto anche come Suite d’Orchestre, che comprende movimenti famosi come la Valse-Caprice. Questo balletto è pieno di grazia ed eleganza e riflette l’influenza della Belle Époque.

Melodie per voce e pianoforte: Chaminade ha composto molte melodie, alcune delle quali sono diventate popolari. Pezzi come L’Été e L’Automne mostrano la sua sensibilità lirica e la sua capacità di comporre linee vocali espressive, spesso ispirate alla poesia francese del suo tempo.

Flauto e pianoforte, Concertino, Op. 107: questo affascinante e lirico lavoro per flauto e pianoforte è probabilmente uno dei suoi brani di musica da camera più frequentemente eseguiti oggi. Il Concertino è apprezzato per la sua melodia brillante e fluida, che mette in risalto le qualità espressive del flauto.

Trio per pianoforte, violino e violoncello, Op. 11: composto in stile romantico, questo primo trio è la rara incursione di Chaminade nella musica da camera. È caratterizzato da una ricca scrittura melodica e dall’interazione tra gli strumenti, anche se è meno conosciuto delle sue opere per pianoforte o orchestra.

La Sérénade aux étoiles, Op. 142: questo lavoro vocale, con accompagnamento orchestrale o pianistico, è una delle tante canzoni di Chaminade che dimostrano il suo gusto per le melodie poetiche e le atmosfere sognanti.

Pas Russe, Op. 36: sebbene spesso suonato al pianoforte, questo brano esiste anche in versione orchestrale. Ispirato alle danze popolari russe, ha uno stile vivace e ritmico, un’altra illustrazione della predilezione di Chaminade per le danze esotiche.

Queste opere rivelano la diversità di Chaminade e la sua capacità di comporre per diversi ensemble e generi, con uno stile che rimane accessibile e lirico, fedele al suo spirito romantico e melodico.

(Questo articolo è stato generato da ChatGPT. È solo un documento di riferimento per scoprire la musica che non conoscete ancora.)

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Traduzione | Ludions (1886 – 1933) di Léon-Paul Fargue

Air du poète

Alle nazioni di Papua
Ho accarezzato la Papua…
La grazia che vi auguro
Non è di essere Papua.

La statua di bronzo

La rana
Del gioco della botte
Annoiata, la sera, sotto il pergolato…
È abbastanza!
Di essere la statua
Che urla in silenzio una grande parola: La Parola!

Amava di più stare con gli altri
Che facevano bolle di musica
Con il sapone della luna
Con il bordo del lavatoio d’oro
Che vediamo, lì, brillante tra i rami…

Gli lanciava il calore del giorno
Un pascolo di pistole
Che lo attraversa senza goderne

E sta andando a suonare
Negli armadietti
del suo piedistallo numerato?

E la sera, gli insetti si sdraiano
Sul suo bordo…

Anche se è legata alla tribuna,
Aprite all’amore, aprite le pinze
Verso la luna che sospira, di girare di senso,
Dall’ovatta termogenica dell’indigestione…

Al lontano filo di lana cerca qualcosa
Che si è perso nelle canne
E svegliarsi in fondo allo stagno chiuso
Il nero idrofilo nel suo castello d’acqua…

La mia triste infanzia, alla ricerca di fascino,
La sera ti vedrò osservare le stelle,
Invito all’ascolto, sul bordo delle tue lacrime,
Ingoiatore del tempo, copre e incolpa,
Come me, poeta, nel mio frutteto…

Canto del ratto

Abi Abirounère
Chi che non sei don?
Un minatore bianco
Un pre
Un bel goulifon
Un occhio
Un occhio al suo goulifon
Un pre
Un bel goulifon
Un occhio

_ _ _Parlato.

Tilibeet, mio ti fifi!

Canto del gatto

Lui è una piccola bestia
Ti Li piccolo bambino
Tirelan
Il po Tinan faon
È un ti bianco-bianco
Un piccolo potasson
È il mio maialino
È il mio gioco di parole
Il mio piccolo potasson.

Salta sulla finestra
E si stropiccia il muso
Perché vede sul crinale
Tagliare gli uccelli
Tirelo
Il piccolo non ne ha bisogno
È un ti bloblo
Un piccolo Potaçao
È il mio maialino
È il mio maiale
La mia piccola potassa.

Lanterna

L’organo della barbarie e l’estrazione della lotteria
Dorme nella notte delle macchine.
Non sente più i tuoni, archiviati come la Morte,
Batiplantes – giardino di Gnolles.

Aria di Julienne

Gli apache si sono sistemati
Sui fuochi da campeggio di panouilles.
I pugnali oscillavano
Con il loro peso di prese.

Julienne ha trovato di peggio
Che cerco la felicità
E in un campo di viaggi
Controllato l’indicatore.

I reggiseni pelosi
Sostengono le altalene
E gli ombelichi vermi
Assomigliavano ai colini.

Rana americana

La rana americana
Mi guardano sopra
I loro bicchieri di fustiano.
I loro occhi sono grog massus
privi di bellezza.
Penso a Casadesus
che non fa musica
su questa scena d’amore
Su cui il profumo nostalgico
Una sorta di scatola l’armatura

Argo di tavolo che custodisce
L’anima del rospo Vanglor
O scorte che mi guardano
Con i tuoi occhiali d’oro.

Sassolini

Fiore di tre frasi, errori, Vespasiano
Et le donne, et questi vermi apaisants
Che raccolgono il piacere sul suo vecchio arbusto
E che prendono un verme per un boa.
Basta soffrire. Che l’amore è la rosa affascinante
Che si affaccia alla palma. Che il muro è vicino.
Toccami. Ma non rischiare un po’ di più chi mi tocca.
Baciami.
_ _ _ _ Oh, come se facesse buio nella sua bocca…

Madrigale

Nel mio cuore alla tua presenza
Fioritura di aringhe salate.
La mia sanità mentale, è la tua assenza,
E quando appari, me ne vado.

Danza

Le insalate di scarola
Danza in gerla
Sulla luna bionda e morbida
Che si alza per la cena.

Una coppia di amanti si isola
Grazioso come un oliatore
E andare sotto un guanto
Vedere spingere i croquignoles.

Le insalate di scarola
Domani balleranno
Nella loro urna funeraria
Sulle facce lunari
Che mangiano un boccone di pesce
E faranno sui loro frisoni
L’escalation dei colloqui
E senza sputi…

Anche se la terra ringhia
Et nella donna bionda
E nell’uomo che giace,
Il passaggio, lampada di ossa,
consuma l’olio che svanisce…

Spleen

In una vecchia piazza di lato al mare
Di brutto tempo si è seduto
Su una triste panchina agli occhi di lacrime
È di un biondo
Rossa e bella
Che mi annoia
In questo cabaret di niente
Che è la nostra vita.

Chiosco

Invano il mare viaggia
In fondo all’orizzonte bacia i tuoi piedi saggi.
Tu li ritiri
Sempre in tempo.

Tu stai zitto, io non dico niente,
Non ci pensiamo più, forse.
Ma le lucciole, da vicino, si avvicinano
Sparano la loro luce di tasca
Molto forte versare fare luce
Sui tuoi occhi calmi le loro lacrime
Che un giorno sono state costrette a bere.
Il mare è abbastanza asciutto.

Una medusa blu e bionda
Che vogliono istruire diventando tristi
Attraversano i palchi densi del mare,
Destra e chiara come un ascensore,
E togliere il paralume della lampada a fiore d’acqua
Per vederti fingere sulla sabbia
Con l’ombrello, sotto la pioggia
I tre casi di uguaglianza dei triangoli.

Elenco delle traduzioni di poesie
(Français, English, Español, Italiano, Deutsch, Nederlands, Svenska)

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